Be non si può parlare del prossimo sindaco senza riflettere un po’ sul come siamo arrivati ad avere un commissario prefettizio e quindi a votare nella prossima primavera.
Gli anni fine 90 e i primi anni 2000 sono stati segnati dai due mandati di Maurizio Faccincani, se onestamente si può dire che il primo è stato discreto (troppo buono?) il secondo è stato vissuto da molti in modo negativo per l’andamento personalistico e autoritario della gestione del comune del sindaco, in concreto decideva lui e tutti zitti.
Nel momento di decidere il nuovo candidato e sicuro nuovo sindaco, i partiti di destra, consapevoli del malumore che aveva lasciato Faccincani, decisero di lanciare una campagna elettorale sotto lo slogan “UN CANDIDATO SINDACO PER OGNI ELETTORE”, con l’obbiettivo di arrivare a un sicuro ballottaggio con due candidati di destra per evitare sorprese. Si deve ricordare che qualche mese prima Zanotto aveva usurpato il comune di Verona alla destra…
Purtroppo dopo pochi mesi, gli strateghi di destra si resero conto che non era possibile trovare circa ventimila candidati, quindi raccolsero le loro energie per arrivare comunque al un numero massimo di 5.
Ma il giorno della votazione succede l’impossibile, al ballottaggio andava un candidato di destra e il candidato di sinistra, smarrimento nelle file della destra, che fare, qualcuno ricorda che si doveva continuare con slogan iniziale, ma ormai era troppo tardi e c’era il rischio di perdere la poltrona o di guadagnarne di più per i più potenti, a voi decidere, comunque qualcuno dalla destra andò a sinistra.
A sinistra c’era Zanolli di cui non conosco il livello di fede, ma da novello Gesù chiamò a se questi discepoli sperando nella redenzione , bè un segno al cielo lo ebbe, vinse le elezioni.
Un lupo potrà anche guadagnare una poltrona ma di certo non può perdere il vizio e negli successivi anni con un tira e molla, e soprattutto vedendo Verona la vittoria schiacciante di Tosi, molti pensarono alle poltrone del futuro e quindi si salta di la e cosi casca giù il sindaco.
Certe potremmo ascoltare i discorsi pompati sulla dialettica, sul sentire che si stava tornado al proprio posto come un po’ la parabola del figliol prodigo, ma strucca strucca era ed è sempre un problema di poltrone.
Non ho voluto scendere nei particolari perché un libro si potrebbe scrivere sul passato e sui personaggi che ne furono protagonisti ma siamo qui a pensare al futuro e quindi dai prossimi messaggi iniziamo il lavoro “SE IO FOSSI SINDACO DI VILLAFRANCA”
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